Intervento tempestivo per ridurre i danni neurologici, protezione immediata del cervello.
L’evacuazione delle emorragie cerebrali è un intervento neurochirurgico d’urgenza finalizzato alla rimozione di un accumulo di sangue (ematoma) all’interno del cranio.
L’obiettivo è duplice: eliminare l’effetto massa che comprime il tessuto cerebrale sano e arrestare la fonte del sanguinamento. L’approccio varia significativamente in base alla localizzazione del sangue e alla causa scatenante (trauma, rottura di un aneurisma, ipertensione o malformazioni vascolari).
Tecniche di Evacuazione delle emorragie cerebrali
- Craniotomia e Microchirurgia: è la tecnica standard per emorragie intraparenchimali (interne al cervello) o labari. Attraverso l’apertura di un tassello osseo, il chirurgo accede alla cavità emorragica utilizzando il microscopio operatorio. Questo permette di aspirare l’ematoma con delicatezza e identificare i vasi sanguigni responsabili per eseguire una precisa emostasi (coagulazione).
- Evacuazione di Ematomi Extradurali e Sottodurali: In caso di traumi cranici, il sangue si accumula spesso nelle intercapedini tra il cranio e il cervello. L’intervento rapido permette di decomprimere l’encefalo prima che si verifichino danni ischemici irreversibili.
- Tecnica Endoscopica Mininvasiva: In casi selezionati di emorragie profonde o intraventricolari, è possibile inserire un endoscopio attraverso un piccolo foro (burr hole). La telecamera guida il chirurgo nell’aspirazione del sangue riducendo al minimo il trauma sui tessuti sani attraversati.
Tecnologie di supporto nel trattamento delle emorragie cerebrali
Per massimizzare l’efficacia dell’intervento e ridurre i rischi, si utilizzano:
- Neuronavigazione: fondamentale per localizzare con precisione millimetrica l’ematoma, riducendo l’estensione dell’incisione e della via d’accesso.
- Monitoraggio della Pressione intracranica (ICP): spesso viene posizionato un sensore durante o dopo l’intervento per monitorare costantemente la pressione interna e gestire la terapia farmacologica in terapia intensiva.
- Cranioplastica Differita: Se il rigonfiamento del cervello (edema) è molto severo, il chirurgo può decidere di non riposizionare subito l’osso (craniectomia decompressiva), rimandando la chiusura a una fase successiva per lasciare spazio al cervello di guarire.
Obiettivi Clinici
- Prevenzione del risanguinamento: stabilizzando i vasi fragili o le malformazioni sottostanti.
- Salvataggio della vita: riducendo la pressione che spinge il cervello verso il basso (erniazione).
- Riduzione dei deficit neurologici: limitando i danni alle aree responsabili del movimento, del linguaggio e della coscienza.
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